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Riconoscere il controllo prima che diventi reato

Stalking e relazioni tossiche

Se ti toglie libertà non ti sta amando: riconoscere le «cornici di relazione» malate e i fattori di rischio, con l'esperienza dei due libri sullo stalking.

Se ti toglie libertà non ti sta amando.

Il punto

Lo stalking quasi mai comincia con una minaccia. Comincia con un'attenzione che sembra premura: dove sei, con chi, perché hai messo quel vestito, perché ci hai messo tanto a rispondere.

Chi la riceve spesso la scambia per amore, perché è così che gliel'hanno raccontata. E chi la esercita, molte volte, è convinto di amare.

Le cornici di relazione

Ogni relazione ha una cornice: le regole non scritte su cosa è normale pretendere dall'altro. Quando la cornice è malata, i singoli gesti sembrano piccoli e ragionevoli uno per uno — è l'insieme a essere il problema.

Il lavoro consiste nel rendere visibile la cornice, a chi ci sta dentro e a chi gli sta intorno.

I fattori di rischio

Esistono segnali che precedono l'escalation e si possono riconoscere: l'isolamento dalle amicizie, il controllo economico, la gelosia presentata come dedizione, le minacce dette e subito ritrattate. Riconoscerli in tempo è la differenza fra una consulenza e una denuncia.

Per chi

Per le persone coinvolte e per chi sta loro accanto; per scuole e aziende che vogliono dare ai propri ragazzi e alle proprie persone gli strumenti per nominare quello che vedono; per i legali, come supporto tecnico.

I due libri

«Stalking. Una relazione da (ri)conoscere» (2015, con Veronica Petitt, prefazione del Gen. Luciano Garofano) raccoglie undici storie vere, dalla parte delle vittime e senza sensazionalismo. «Stalking. Questa non è una storia d'amore» (2026) riprende il tema per chi deve riconoscerlo oggi.

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